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Vivi Oderzo

Oderzo Città d'Arte

Città archeologica e località turistica
31046 Oderzo Treviso
Telefono: scrivete a info@vivioderzo.it
                       ...foto dalla 01 alla 08 e 24 by Fabrizio Furlan - Studio Furlan
                     ...foto 10 e 11  tratte da www.facebook.com/pages/ODERZO


ODERZO (in latino Opitergium, localmente detto Oderzso) è un comune italiano della provincia di Treviso di ventimila abitanti sul fiume Monticano. Di origini paleovenete, nell'Antichità conobbe il massimo splendore durante il I secolo dopo Cristo. Oggi è un centro agricolo, industriale e di servizi nell'area della Sinistra Piave.

Inserito nel cuore della pianura veneta, il territorio del comune di Oderzo, è prevalentemente pianeggiante essendo quasi interamente compreso tra gli nove e i sedici m s.l.m.. A presentare le maggiori differenze di altitudine è la zona centrale, dove si estende il capoluogo, differenze un tempo più marcate, ed oggi meno significative a causa dei livellamenti avutisi nel corso dei secoli.

La zona è caratterizzata dal clima temperato tipico della pianura padano-veneta. Dal punto di vista legislativo il comune ricade nella Fascia Climatica E in quanto i Gradi giorno della città sono 2358. Questo significa che il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo. Per quanto riguarda l'aspetto idrografico, è inserito nel Bacino idrografico del Fiume Livenza.

Il territorio opitergino è attraversato dal Monticano, fiume che ha origine presso Vittorio Veneto e che confluisce nella Livenza nelle vicinanze di Motta di Livenza. Numerosi sono corsi d'acqua minori, naturali o artificiali, quali il Lia, la Peressina, la Fossa dei Negadi (in it. "annegati"), e il Navisego-Piavon. Quest'ultimo ha la particolarità di essere stato realizzato artificialmente in epoca romana sul letto di un antico ramo del Piave. L'abbondante presenza di acqua, anche nel sottosuolo, rende questa zona molto fertile e quindi atta all'agricoltura, ma soggetta allo stesso tempo a frequenti inondazioni, pericolo mitigato da un capillare sistema di argini: l'ultima alluvione disastrosa è stata quella celebre del 1966, che rese per anni la ferrovia inagibile. Con i rilevanti danni causati dal maltempo nei primi anni del XXI sec., la questione è tornata d'attualità: la notevole cementificazione degli anni 80-90 ha infatti minato l'assetto idrogeologico dell'intero territorio.

Secondo la classificazione sismica, il comune di Oderzo è inserito in zona 3, ovvero può essere soggetto a scuotimenti modesti. Tuttavia l'attività sismologica della zona è da decenni pressoché irrilevante, ed ha avuto il suo culmine nel crollo dell'allora malridotto campanile della frazione di Faè nel 1977, come conseguenza delle scosse provocate dal terremoto del Friuli nell'anno precedente.

Urbanistica
L'attuale assetto urbanistico della cittadina si è sviluppato a partire da quello di epoca basso medievale-rinascimentale, in quanto della situazione urbanistica romana non è rimasto pressoché nulla, a causa delle devastazioni barbariche e degli interramenti avvenuti nel corso dei secoli precedenti.

Piazza Grande nel 1870
Un borgo fortificato. L'attuale centro storico si è sviluppato essenzialmente in tre fasi: la prima corrisponde al periodo successivo all'anno mille, quando viene edificato il borgo fortificato immediatamente a sud e ad ovest di Piazza Grande, nucleo della vita sociale e religiosa della città: si tratta delle cosiddette contrade Rossa e del Cristo, che presentano strade strette e perpendicolari, forse l'unico richiamo alla pianta romana, con lastricatura a ciottolato, in parte ristrutturata negli anni '90. La zona era contenuta in una cinta muraria quadrilatera, i cui vertici corrispondono attualmente al campanile del Duomo e al Torreson, entrambi edificati sulla base di due vecchie torri rispettivamente nel 1596 e nel 1995, alla Piramide (vedi) e alla piccola rotatoria di Piazza Castello.

Le mura avevano tre porte di accesso: porta Trevisana, ovvero l'attuale Torresin, da cui entrava la strada Callalta, che conduceva a Treviso; porta Friuli o di Stalla, demolita nell'Ottocento, in prossimità del Monticano; porta San Martino, sita presso l'attuale l'imbocco di via Roma in piazza Castello. Curioso notare come il borgo fortificato sorgesse a pochi metri dal fiume Monticano, ovvero il confine naturale e civile con il territorio di Camino, e quindi, la giurisdizione di Portobuffolè.

L'espansione esterna. Già a partire dal XIII secolo inizia l'espansione del borgo all'esterno delle mura, in particolare lungo la Callalta, ovvero l'attuale Borgo Maggiore (via Umberto I); ancor'oggi questa zona è parzialmente circondata dal Gattolè, un canale artificiale scavato dai Caminesi e collegato al Monticano ed al fossato, interrato tra Settecento e Ottocento, che circondava le mura. Le strade di Borgo Maggiore presentano un'ampiezza maggiore e sono lastricate in pavé.
Durante la dominazione veneziana la città si sviluppa in particolare ancora più a sud, lungo l'attuale via Garibaldi, con edifici disposti su lotti stretti e allungati (il cosiddetto "lotto gotico"), e verso nord-ovest, arrivando così in prossimità dei vari conventi edificati in periferia nello stesso periodo[6].

Il ventesimo secolo. La città vede a partire dalla fine dell'Ottocento una lunga fase di espansione urbana, la quale è continuata, con poche interruzioni, fino ai giorni nostri, non sempre nel rispetto della storia e della bellezza della città, per i discutibili restauri o demolizioni edifici antichi. Nel primo Novecento la città inizia la sua espansione in ogni direzione, compresa la sinistra Monticano, nel frattempo diventata parte del Comune di Oderzo, con il risultato che oggi il capoluogo è, di fatto, contiguo alle zone periferiche di alcune frazioni.

A partire dagli anni del boom economico, alcuni condomini fanno la loro ingombrante comparsa in centro; un maggior attenzione all'aspetto estetico e all'impatto ambientale delle nuove lottizzazioni si avrà soltanto a partire dalla fine degli anni '80[6].
Attualmente sta facendo parecchio discutere la costruzione di un parco commerciale a nord della città, presso la zona detta "dei masotti", per le conseguenza che potrebbe avere sul già malridotto assetto idrogeologico di tutto il territorio comunale.

A Oderzo è presente un'Ospedale, una Tenenza dei carabinieri e una Tenenza della Guardia di Finanza. La Tenenza dei carabinieri è in via di ampliamento a causa dell'insufficienza di spazio disponibile nell'attuale edificio, che compromette la piena operatività del corpo. Nell'ultimo periodo è stato potenziato il numero di mezzi e uomini del Comando dei Vigili Urbani di Oderzo, legato sempre a motivi di sicurezza e del controllo del territorio.

Le aree archeologiche di Oderzo
Premessa
Oltre al Museo Archeologico "Eno Bellis", Oderzo annovera pure alcune aree archeologiche relative alla fase preromana e romana della città, frutto dell'attività di salvaguardia e tutela svolta negli anni dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per il Veneto; alleato prezioso è il Piano Regolatore del Comune di Oderzo che prevede, fin dal 1976, la delimitazione di un'area nel cui ambito è necessario per le concessioni edilizie il nulla-osta preventivo da parte della Soprintendenza.

L'accesso alle aree archeologiche è gratuito. I siti, tranne quelli delle ex carceri e di Via Dalmazia, sono sempre aperti e visitabili. L'area di Via Dalmazia è accessibile durante i giorni di apertura della Cantina Sociale (feriali, in orario d'ufficio, lunedì mattina chiuso). L'area delle ex carceri (all'interno del ristorante "Gellius") può essere visitata solo in determinati orari e con accompagnatori autorizzati (Associazione Athena, tel/fax 0422 - 815939; l'Associazione offre anche un servizio di visite per le restanti aree archeologiche, compreso l'accesso al percorso sotterraneo di collegamento tra l'area forense e la domus di Via Mazzini).

Area delle ex carceri
La strada basolata tra Piazza Grande e Piazza Castello
Area del Foro Romano e domus di Via Mazzini
Via dei Mosaici
Via Dalmazia
Reperti sporadici nei pressi di Piazza Grande e in Via Garibaldi

Per le informazioni ringraziamo le fonti da cui sono tratte e i relativi siti web:
Comune di Oderzo
Via Garibaldi, 14
31046 Oderzo (Treviso)
www.comune.oderzo.tv.it

Fondazione Oderzo Cultura
Via Garibaldi, 80
31046 Oderzo (TV)
www.oderzocultura.it

Pro Loco di Oderzo
Via Garibaldi, 14
31046 Oderzo (TV)
www.prolocodioderzo.com
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